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Multiplicity
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mwbqMultiplicity è un'agenzia di ricerca per il territorio con sede a mwbwMilano.

Articolata come una rete di architetti, geografi, artisti, urbanisti, fotografi, sociologi, economisti e documentaristi, Multiplicity indaga le problematiche sociali che affliggono l'ambiente antropizzato attraverso installazioni, workshop e pubblicazioni.

Multiplicity ha presentato i propri progetti, tra gli altri, al Tokyo Metropolitan Art Museum (2001), a Documenta 11 a mwcwKassel (2002), al Centre d'architecture Arc en Rêve di mwdaBordeaux (2002), alla mwdqTriennale di Milano (2002), alla mwdgBiennale di Venezia (2003), al mwdwMusée d'Art Moderne de la Ville de Paris (2003), al Kunst-Werke di mweaBerlino.

Contents

USE
Note

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Progetti

Multiplicity è attualmente impegnata in tre progetti: mwfaUSE (Uncertain State of Europe), mwfqSolid Sea e mwfgBorder Device(s).

USE

mwgqUSE (Uncertain State of Europe) è un'analisi degli effetti del processo di mwggglobalizzazione sul territorio europeo. Il programma ha costruito una rete tra più di settanta persone dislocate in quindici paesi, che ha permesso l'individuazione di situazioni locali dove i costanti mutamenti nell'identità economica e geopolitica europea hanno dato vita a processi di auto-organizzazione. mwgwUSE presenta infatti un panorama dove l'innovazione e il cambiamento non scaturiscono da processi regolamentati, ma piuttosto dal bisogno contingente e dall'opportunismo; ne va che essi agiscono sempre più su una dimensione individuale e locale più a livello di un sistema centrale. mwhaUSE dimostra che la relazione tra trasformazione territoriale e cambiamento sociale è indissolubile.

USE è stata esposta per la prima volta sotto forma di installazione nel 2000 in occasione della mostra mwhgMutations, al Centre d'architecture Arc en Rêve di Bordeaux. La mostra, curata da Rem Koolhaas, Stefano Boeri e Sanford Kwinter, rifletteva sulle forma di urbanizzazione nella contemporaneità.

Solid Sea

mwiqSolid Sea è un'indagine multi-disciplinare condotta sull'attuale assetto geopolitico del mwigMar Mediterraneo. L'indagine individua i flussi e le traiettorie che attraversano quest'area geografica e delinea l'identità degli individui che la abitano. Ad oggi, mwiwSolid Sea si articola in quattro casi studio, ognuno dei quali usa diverse tecniche di osservazione, analisi e rappresentazione: mwjaThe Gost Ship, mwjqOdessa/The World, mwjgThe Road Map e mwjw(M)RE-Tourism.

The Gost Ship

mwkgThe Gost Ship ripercorre la vicenda della Yiohan, una nave greca salpata da mwlaCipro con un cargo di circa 450 rifugiati e immigranti clandestini provenienti dall'mwlqIndia, dal mwlgPakistan e dal mwlwTamil Nadu. La notte del 25 dicembre 1996, diciannove miglia al largo della cittadina costiera di mwmaPortopalo di Capo Passero, in mwmqSicilia, 300 immigrati furono trasferiti dalla Yiohan su un peschereccio che li avrebbe quindi trasportati sulla terra ferma; ma un urto tra le due navi ha danneggiato irrimediabilmente lo scafo del peschereccio, causandone il naufragio e la morte di 283 persone. La tragedia, ritenuta la più grande sciagura navale avvenuta nel mwmwMediterraneo negli ultimi cinquant'annicite-ref-1[1], è stata ignorata dalle autorità italiane fino al 2001, quando il ritrovamento di una carta di identità appartenente ad un rifugiato del Tamil e le indagini del quotidiano mwoamwoqla Repubblica, che individuò e filmò il relitto della barca maltese e i corpi degli annegati, implicarono un'apertura del caso. Nel 2007 Youssef El Hallal, capitano della Yiohan e maggiore responsabile della tragedia, rimasto latitante per anni, è stato assolto poiché si è ritenuto che l'accusa muovesse non da una forzatura giuridicacite-ref-2[2].

mwqaThe Gost Ship raccoglie documentazioni e testimonianze di personaggi coinvolti nella vicenda ed è stata presentata per la prima volta nel 2002 in occasione di Documenta 11 a mwqgKassel.

Odessa/The World

mwrqOdessa/The World è un progetto di Armin Linke, presentato come caso-studio di mwrwSolid Sea, che narra la vicenda di due navi da crociera, l'ucraina Odessa e la Word Residensea. La prima è rimasta bloccata nel mwsaporto di Napoli per sette anni in seguito alla bancarotta finanziaria della compagnia a cui apparteneva, senza che i sette membri dell'equipaggio potessero posare piede sulla terra ferma. La seconda è un lussuosissimo transatlantico per multimilionari, la cui rotta segue i più prestigiosi eventi nei paesi che si affacciano sul mwsqMar Mediterraneo. mwsgOdessa/The World descrive quindi due mondi paralleli abitati da comunità disconnesse dal mondo reale.

Il progetto è costituito da due video proiettati su schermi paralleli. È stato presentato alla Generali Foundation di mwtqVienna nel 2003, in occasione della mostra mwtgGeography and the Politics of Mobility a cura di Ursula Biemann.

The Road Map

mwugThe Road Map è un'azione condotta tra il 13 e il 14 gennaio 2003 finalizzata a misurare la densità dei dispositivi che regolano gli spostamenti umani nei territori che circondano mwuwGerusalemme. Alcuni membri di Multiplicity, tutti con passaporto europeo, hanno viaggiato il primo giorno accompagnati da una persona con passaporto israeliano dalla colonia di Kiryat Arba a quella di Kudmin e il giorno successivo con una persona con passaporto palestinese dalla città di mwvaHebron a quella di mwvqNablus. Nonostante i due tragitti coprissero un'uguale latitudine, il primo ha richiesto un'ora, mentre il secondo più di cinque ore. Se il primo tragitto infatti, che implicava uno spostamento tra due Zone C (zone sotto il controllo militare e amministrativo israeliano), permetteva l'utilizzo di percorsi cosiddetti by-pass (generalmente autostrade soprelevate che aggirano gli insediamenti palestinesi), il secondo richiedeva l'attraversamento di numerosi posti di blocco, poiché implicava uno spostamento tra due Zone A (zone sotto il controllo militare e amministrativo palestinese), attraverso zone di tipo B (zone militarmente controllare da Israele ma amministrate da palestinesi) e di tipo C.

L'azione è stata documentata in due video distinti e presentata in numerose occasioni, tra cui la mostra mwvwTerrirories al Kunst-Werke di mwwaBerlino e successivamente al Witte de With di mwwqRotterdam e alla Konshall di mwwgMalmö, la 50ª mwwwBiennale di Venezia, la mostra mwxaMaking Things Public allo ZKM Center for Art and Media di Karlsruhe, la mostra mwxgEmergencies al mwxwMUSAC di mwyaLeón, ecc.

(M)RE-Tourism

mwyw(M)RE-Tourism indaga l'identità ambigua dei marocchini espatriati o residenti all'estero (MRE sta appunto per mwzaMarocains Résidents à l'ètranger). Né pienamente europei in mwzqEuropa, né pienamente marocchini in mwzgMarocco, questi individui risiedono stabilmente in mwzwEuropa ma perseverano nella loro speranza di ristabilirsi un giorno nella loro terra d'origine. Ogni estate quindi, lasciano le loro case e tornano in mwaaMarocco, come turisti. Questo flusso ha attivato drastiche trasformazioni nelle condizioni sociali e spaziali di alcune aree costiere del mwaqMarocco, oggi afflitte dalle dinamiche della speculazione edilizia, della colonizzazione e del turismo di massa.

Il progetto è stato mostrato nelle mostre mwawTour-ism, The Defeat of Dissident. Critical Itineraries, alla Fondazione Antoni Tapies di mwbaBarcellona nel 2004, mwbqOn Mobility, al mwbgde Appel di mwbwAmsterdam e al Büro Friedrich di mwcaBerlino nel 2005 e al Contemporary Art Centre di mwcqVilnius nel 2006 e infine alla 2ª Biennale Internazionale di Architettura di Rotterdam nel 2005.

Border Device(s)

I processi di mwdqglobalizzazione hanno paradossalmente generato una proliferazione di frontiere, posti di blocco, sistemi di sicurezza, aree protette e zone cuscinetto. Questo fenomeno può essere osservato sia a livello di ciò che strettamente ci circonda, sia su scala globale. mwdgBorder Device(s) è un'indagine che rivela come, guardando parallelamente ai flussi globali (di persone, merci e idee) e alle restrizioni territoriali, è possibile svelare come le identità individuali e collettive si definiscono in tutta la loro complessità proprio nell'atto di oltrepassare frontiere.

mweaBorder Device(s) è stata prodotta nel 2003 in occasione della mostra mweqTerrirories al Kunst-Werke di mwegBerlino e della 50ª mwewBiennale di Venezia.

Border Matrix

Questa parte dell'indagine studia ventiquattro casi di linee di confine, catalogandoli in sei tipologie: a imbuto (canalizzano un flusso in un'unica direzione); a tubo (canalizzano un flusso ma sottoponendolo a un controllo unilaterale o bilaterale); a piega (originano uno spazio interstiziale, le cui caratteristiche non sono affini a nessuna delle due realtà che la linea di confine separa); a spugna (attraggono flussi di ogni genere, che si sedimentano lungo la linea di confine, inspessendola); a limbo fantasma (continuano ad agire anche se sono fisicamente scomparsi, con il risultato che la mwfgmemoria collettiva rigenera la linea di confine); a recinzione (segregano una comunità di individui e un sistema di attività all'interno di un perimetro, il cui controllo è spesso unilaterale).

Note

cite-note-11. mwhqG. M. Bello, mwhgNon sarò il solo a pagare per i 283 morti del naufragio, "la Repubblica.it", 19 maggio 2003.
cite-note-22. mwigmwiwNon c'è un giudice per le vittime della tratta, "la Repubblica.it", 9 maggio 2007.

Bibliografia

• AA. VV., Documenta11_Platform5: Exhibition, Ostfildern, Hatje Cantz, 2002. ISBN 3-7757-9086-1.
• AA. VV., mwkqGeography and the Politics of Mobility, Colonia, Generali Foundation/Walter Koenig, 2003. ISBN 3-901107-38-X.
• AA. VV. mwlaTerritories, Colonia, Kunst-Werke/Walter Koenig, 2003.
• AA. VV., mwlgUSE - Uncertain States of Europe, A Trip through a changing Europe, Milano, Skira, 2003. ISBN 8884911397.
• C. Biemans, E. van Duyn, mwmqOn Mobility, Amsterdam, De Appel, 2006. ISBN 90-73501-67-9.
• R. Koolhaas, S. Boeri, S. Kwinter, D. Fabricius, H. U. Obrist, N. Tazi, mwnaMutations, Barcellona, Actar, 2000. ISBN 8495273519.
• Multiplicity, mwnwSolid Sea 01. The Ghost Ship. Un mare solido, Domus, 2004, 866.
• mwoqEmanuele Piccardo, Mutations, su architettura.supereva.com.
• mwowNicolò Privileggio, Tra 'nuovo realismo' e ideologia: riflessioni dopo Mutations, su architettura.supereva.com.

Collegamenti esterni

• mwpwMutations al Centre d'architecture Arc en Rêve di Bordeaux, su mutations.arcenreve.com. URL consultato il 14 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2011).
• mwqqCityrom, su cityrom.it. URL consultato il 14 settembre 2009 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2008).